Antigone – studio teatrale

Stato d’ Eccezione – primo studio

Liberamente tratto da Sofocle, Bauchau e Elsa Morante

Presentazione: Teatro della Maruca (KR), Microteatro 2015 Festival di teatro contemporaneo, DAM Università della Calabria.

Il personaggio di Antigone si è impresso nell’ immaginario collettivo come eroina che sfida il potere con un’azione di difesa di principi inviolabili sui quali nessun uomo può legiferare.
Ciò che ci ha portato a ragionare su questo personaggio è come Antigone arriva all’azione, a quel gesto diventato simbolico, che attraversa i secoli, ed è ancora qui, come punto fermo, come momento di riflessione perenne per le società.
La forza della sua azione per noi risiede nel suo vissuto familiare e nella sua sofferenza, dove Antigone si svela nella sua quotidianità dell’ultima ora, nella grotta che diventa soglia, casa, stanze, strada, mare; la sua vita e i suoi ricordi caricano di significato quell’unico atto necessario ad un cuore di donna.

Il tempo dei personaggi e` rappresentato come un viaggio tra passato remoto, passato e presente attraversando le suggestioni dei testi che hanno mosso la ricerca: Sofocle come origine, lo straordinario romanzo di Bauchau, che racconta la vita interiore dei personaggi a un livello più profondo ed elaborato, infine la Morante, che ci regala un’Antigone popolana e ci immerge nel caos risolutivo dove il viaggio della vita attraverso la morte giunge al “punto del riposo”, diventando guarigione del passato. La storia degli individui che rappresentiamo non è la somma di impressioni generali, ma di impressioni particolari, “così si creano i misteri familiari, che si fissano in simboli rari”(G. Bachelard), immortalandosi nel tempo che passa. 
L’interesse, in questo lavoro, è nato dalla curiosità per i vari strati, per la complessità delle cose. ​

Cos’è la libertà per me, per la società, per l’umanità? 
Dove inizia e dove finisce la libertà?  Questa parola tanto usata, tanto abusata… 
Qual è il valore che difenderei con la mia vita? 
Per quale causa sarei disposta a mendicare? Cosa difende Antigone, le donne e l’umanità? Cosa sono il femminile e il maschile? Cos’è il potere e che forma ha? Gli antichi Greci quanto sono ancora up to date oggi? 

Sono alcune delle domande che ci hanno portato a intessere i fili della nostra storia. 
Il nostro studio è un lavoro in ricerca, dove il linguaggio si muove tra realismo e surrealismo, con luoghi e oggetti che si trasformano continuamente come in un gioco di bambini; l’emotività e l’immagine conducono al racconto tenuto sospeso, mai chiarito fino in fondo, affinché la storia di Antigone e della sua famiglia diventi la storia di tutti noi.
Il processo creativo è stato guidato da una figura nuova e poco utilizzata nel teatro italiano, l’acting coach, nella persona di Margarete Assmuth, e si è avvalso delle possibilità creative ed emotive del metodo linklater.

Con Francesco Votano, Maria Grazia Bisurgi, Virginio Gallo.
Regia: Giulia Secreti.
Elaborazioni musicali: Alessandro Rizzo.

AZIONE  ANTIGONE

secondo studio da Sofocle
​LABORATORIO DI SCRITTURA SCENICA a cura di SAVERIO TAVAN​​O

Il processo di ricerca continua OGGI con un’analisi sulla Drammaturgia contemporanea attaverso il lavoro di Saverio Tavano (Drammaturgo regista e pedagogo). 

IL METODO

Un attore è un autore. Un attore che si prepara al lavoro analizza il testo, ne sviluppa le azioni, lo status emotivo, i conflitti, fino ad arrivare gradualmente alla costruzione di un’entità: il personaggio.
Nel processo inverso l’attore-autore utilizza il suo personale potenziale emotivo come nucleo portante, che funge da vettore nel processo di scrittura. Una scrittura che non ha lo scopo psicologico di svelare ciò che è legato al vissuto personale, ma che parta da un’intima urgenza e induca gradualmente nella compilazione delle parole, direzionate dall’obbiettivo di raccontare una specifica situazione teatrale, in questo caso specifico prendiamo come riferimento la storia di Antigone e come essa risuona nel nostro personale vissuto.​​​​

IDEA

Il verbo della storia risiede nell’agire, nel porre un inizio,
nel cominciare qualcosa di nuovo, di totalmente diverso.
Agire significa realizzare un nuovo inizio, far ricominciare un mondo nuovo.
Rispetto ai processi automatici ai quali è sottoposto il mondo oggi, l’ agire assomiglierebbe a un miracolo.

E’ ancora possibile oggi agire? Agire per i nostri ideali?
Come Antigone agire contro la legge di Creonte?
O il nostro fare è consegnato a quei processi automatici, che non è più possibile interrompere neppure attraverso il miracolo del radicale nuovo inizio e nei quali non siamo più soggetti nelle nostre decisioni?


In questo momento occorre immediatamente rialzare lo sguardo al mondo, ritrovare il nostro personale senso d’agire.
Lo si percepisce nel silenzio dei tram, nei lunghi corridoi dei centri commerciali, negli sguardi alienati della gente davanti ai loro telefoni cellulari.
In quegli sguardi persi nel vuoto è come se ognuno, senza saperlo, si chiedesse: “cosa stiamo facendo?”
Occorre riscoprire l’altro come altrove, familiare e straniante al contempo, giacché quella familiarità e quella estraneità sono, in primo luogo, dentro di noi.
Mai come oggi, il teatro ha la grande responsabilità di sciogliere i nodi e i travisamenti dell’io.
Il lavoro del drammaturgo, del regista, dell’attore, deve puntare verso un senso più alto di responsabilità. L’Arte tutta è un percorso di ricerca che parte da un’urgenza, da una necessità. Solo quando questa vocazione è autentica, la mente e il corpo cospirano affinché, di là da essi, tale necessità possa essere espressa, nella sua più profonda essenza.

                                                                                                                               Saverio Tavano​